24 febbraio 2022 da Nola 11 settembre 1943 ad Ucraina OGGI

NOLA '43 - UCRAINA OGGI

Ieri 24.2. 22 c'è stata la proiezione, alla Biblioteca Chiesa Rossa di Milano, a cura del Centro associativo Puecher, del documentario "La strage di Nola",coprodotto dall'Ambasciata Tedesca a Roma e dal Ministero della difesa Italiano (relativo al gravissimo fatto di sangue messo in atto dall'esercito tedesco a danno di militari italiani, l'11 settembre '43 a Nola, ormai ben noto e di portata storica) del regista Felice Ceparano (colonna sonora di Gerardo Ceparano);
mentre erano contemporaneamente in corso, grazie a quello che è accaduto di punto in bianco in Ucraina, manifestazioni in tutta la città, alcune spontanee, altre organizzate dalle Associazioni e dallo stesso Comune di Milano, in Centro, davanti al Consolato russo, all'Università, ecc.
 
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Mi sono chiesto se tutto questo avesse un senso; se ricordare un orrendo fatto di guerra del 1943, proprio nello stesso momento in cui era in atto un altro orribile fatto di guerra nell'attualità, avesse un senso, e alla fine ho concluso che aveva senso.
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RUSSIA e UCRAINA 24/02/2022

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Non so quale sarà la risposta del Mondo all'atto di guerra della Russia; spero che sia di attenzione, riflessione e tendenzialmente di ristabilimento della pace, ma non possiamo fare alcuna fondata previsione in proposito. 

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Quello che è certo è che il popolo ucraino, se la situazione dovesse precipitare ancora di più, si troverebbe nella necessità di dover reagire ANCHE con le armi; e questo pensiero viene fuori proprio dall'incontro di ieri. 

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Mi spiego:

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durante la serata è stato sottolineato, nel corso del dibattito, ancora una volta, come l'Italia fu liberata, dopo l'8 settembre del '43 ANCHE dalla Resistenza italiana, che può suddividersi in TRE RAMI: 

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Resistenza Armata, che era quella dei partigiani che combattevano  attivamente, sfiancavano l'esercito tedesco, agevolando l'avanzata degli Alleati; 

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la Resistenza Civile, che era quella delle persone che aiutavano a fuggire, a portare cibo, documenti, ecc. come Gino Bartali che nascondeva i comunicati nella canna della  bicicletta; 

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la Resistenza Etica o ideale che era quella delle persone che svolgevano i loro compiti e il loro lavoro, con continuità e correttezza, senza paura, senza distinzioni e distorsioni, senza badare soprattutto a compiacere i tedeschi, e a volte, solo per questo, venivano giustiziati (come è capitato al padre di una signora di Genova, Nina Lavieri, che ho conosciuto, ucciso perché vendeva generi alimentari anche ai civili, anche a chi non era ben visto dai nazi/fascisti, e i tedeschi lo uccisero e requisirono tutto il magazzino). 

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Nel corso della serata ho letto alcune poesie di Nina, oggi non più tra noi, dedicate a suo padre, tratte dalla sua raccolta di poesie, dal significativo titolo: GUERRA.

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Ho letto anche una poesia di Bruno Mancini, presidente dell'Associazione Culturale ischitana DILA (Da Ischia L'Arte), "Il VOLO VERTICALE" il cui cointenuto riflette gli orrori della guerra e il dolore e la tenacia dei resistenti alla BARBARIE di essa.

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In tal modo, essendo Bruno di Napoli, ho inteso abbracciare NORD e SUD in un unico ideale, così come NORD e SUD si abbracciarono quando i 10 ufficiali italiani, provenienti da tutte le Rgioni italiane, furono per sempre affratellati dai colpi di mitra dell'esercito nazista.

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Morirono grazie all'OBBROBRIO del NAZI/FASCISMO, tanti italiani, oltre a soldati alleati e persone di altre nazionalità che si trovarono per disgrazia davanti alle bombe e alle bocche dei fucili, cannoni ecc. 

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Ma la domanda sorge spontanea: se, PER IPOTESI, non ci fosse stata la Resistenza Armata, ma solo le altre due, quanti cittadini sarebbero morti? 

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Secondo me molti di più, forse il DOPPIO, perché la Resistenza Armata fu la spina dorsale della REAZIONE viva e vitale degli Italiani (a partire dalle 4 giornate di Napoli, città che sarebbe stata TOTALMENTE distrutta da Tedeschi e Americani in battaglia tra di loro, se non fosse stata LIBERATA dal popolo insorto spontaneamente) ai soprusi e agli orrori dei tedeschi. 

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Tanto per dire a Nola il 10 e l'11 Settembre 1943, mancò la RESISTENZA ARMATA, perché si era agli inizi, e poi perché, come fu successivamente accertato anche in sede giudiziaria, i Generali dello Stato Maggiore di Napoli, tra cui, in particolare, Del Tetto e Pentimalli, vendettero se stessi ai tedeschi, nonché NAPOLI e la guarnigione militare di NOLA, in cambio della propria incolumità. Una divisione tedesca mise in ginocchio due reggimenti italiani, senza che fosse sparato un solo colpo di pistola. 

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Se ci fosse stata la RISPOSTA con le armi, sarebbe morto, forse, qualche militare italiano in più e alcuni  militari tedeschi, ma non ci sarebbero stati, poi i fatti di Teverola, Orta di Atella, Bellona, probabilmente neanche Cefalonia ecc. ecc. 

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Ora, riportando tutto questo ai nostri giorni, che cosa intendo dire? 

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Noi tutti speriamo che in Ucraina, la crisi si risolva in breve tempo, grazie alle Diplomazie di tutti i Paesi coinvolti, limitando lo spargimento di sangue a quello che già c'è stato. 

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Ma se davvero l'esercito russo dovesse INVADERE l'Ucraina (e sappiamo che cosa questo vuol dire), la popolazione, o una rappresentanza di essa, dovrà necessariamente DIFENDERE con le armi la vita e l'integrità delle famiglie; insieme ad altre forme di Resistenza all'OPPRESSIONE russa; non può esserci altra SALVEZZA e altro TENTATIVO di venirne fuori. 

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Quanti massacri e quante miserie in più, in crescita esponenziale, ci sarebbero se la POPOLAZIONE (dando per scontato che non vorranno essere colonizzati dalla Russia) si dovesse limitare solo a disobbedire agli ordini, ad aiutare chi è ricercato ecc.! Non oso neanche immaginarlo.  

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Ora mi devo fermare perché né io né chi mi legge, con tutta probabilità, siamo STRATEGHI MILITARI. 

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Direi che è giusto però che stiamo sempre attenti e cerchiamo di fare del nostro meglio perché il MONDO di DOMANI, magari riguarderà per un pezzettino ben poco consistente noi e quelli della nostra generazione, ma riguarderà in MODO ENORME le nuove generazioni, che idealmente chiamiamo dei nostri FIGLI e NIPOTI, che ci siano o non ci siano, perché i GIOVANI sono per definizione, nostri FIGLI e NIPOTI. 

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Tanto più è giusto questo nostro voler essere PARTECIPI e non INDIFFERENTI, se pensiamo che le cose non vanno proprio come dovrebbero, o come sarebbe auspicabile:

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Il DOLORE dei POPOLI SÌ
La PARTECIPAZIONE e la SOLIDARIETÀ delle PERSONE di COSCIENZA e di BUONA VOLONTÀ Si.
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Ma la POLITICA è su un altro registro; questo è il problema per cui le COSE vanno MALISSIMO in tutto il Mondo.
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A voler essere schietti e sinceri: sotto l'aspetto politico, dell'Ucraina FOTTE un CAZZO ad EUROPA, AMERICA (Biden non ha proposto che una via di fuga per Zelensky) e altri STATI e UNIONE di Stati, Cina compresa.
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Mentre invece FOTTE UN BOTTO della RUSSIA, con le sue zone di influenza, per il suo potere e il suo potenziale AFFARISTICO.
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Quindi molte CHIACCHIERE, MOLTO FUMO, molte PROMESSE e SDEGNO, ma praticamente, NIENTE ARROSTO.
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Conclusione:
Molto PROBABILMENTE andrà a finire che la RUSSIA SI papperà l'UCRAINA, con qualche lacrimuccia qua e là , e tra 5 o 6 anni non se ne parlerà più.
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Mel frattempo... CHIEDO SCUSA io per tutti a quella signora che è stata TRAVOLTA da un carrarmato russo e nessuno se ne è IMPIPPATO, a quel soldato ucraino che si è fatto esplodere per impedire il passaggio ai carri russi su un ponte, ma chi non gli ha riso appresso, gli ha dedicato solo un mieloso pietismo, a quei 13 marinai ucraini che stavano facendo il loro dovere a difesa dell'isola dei serpenti, e sono stati TRUCIDATI senza pietà ecc. ecc.
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Premesso tutto quanto sopra, non posso che confermare che CONDANNO senza "SE" e senza "MA",  quanto sta succedendo in UCRAINA, L'ORRORE per i MORTI che sono già sulle coscienze dei SIGNORI della GUERRA, e gli episodi che non si conoscono in pieno, ma certo ci sono di violenze, stupri, soprusi e quant'altro, le enormi distruzioni di beni ecc.
E
AUSPICO che non ci sia una ESCALATION che coinvolgerebbe in modo IMPREVEDIBILE circa L'ENTITÀ e gli EFFETTI, il Resto del Mondo.
 

  Milano 25 febbraio 2022                                                       Alberto Liguoro